pubblicazioni scientifiche

Qui di seguito alcuni degli atti congressuali svolti durante il 1° Congresso Internazionale di Odontoiatria Biologica tenutosi ad Abano Terme nel 2003 da parte di numerosi studiosi internazionali, in cui si consolida sempre di più la tossicità delle otturazioni in amalgama e del mercurio in esse contenute e quale deve essere l’ approccio per la rimozione.

MIGRAZIONE DEI METALLI ENDORALI

Dott. Bertie Haroutunian Specialista in Medicina Dentaria, Ginevra – Svizzera

Un’otturazione metallica, ad esempio una amalgama, cede metalli e li trasmette attraverso la dentina ed i suoi tubuli fino all’osso alveolare, oppure attraverso la gengiva o attraverso il sistema apicale: si ha pertanto un’invasione per via ematica, ma dobbiamo considerare anche la via intestinale e la via polmonare quali porte d’ingresso di metalli nell’organismo. La degradazione elettrochimica di un metallo (corrosione) produce una diffusione di materiale metallico attraverso i tessuti e genera quindi una corrente elettrica che possiamo misurare come tensione, che può arrivare fino a 300 mVolt tra otturazione e polo di riferimento posizionato sul collo, e come intensità, che può arrivare fino a 5 microAmpere. Analizzando il contenuto della dentina di denti otturati ed estratti abbiamo ritrovato: stagno, argento, mercurio, zinco, rame cioè tutti metalli presenti nelle amalgame. Analizzando invece dei denti estratti e ricostruiti con perni endocanalari cementati abbiamo ritrovato nella compagine dentinale: piombo, rame, zinco, titanio, ferro, cromo, nichel. Questo significa che tutti i metalli migrano all’interno della bocca e possono quindi avere effetti tossici sull’organismo, in particolare abbiamo evidenziato che se vi è presente un’otturazione in amalgama questa rinforza l’effetto elettrochimico su perni metallici o impianti accelerandone la loro corrosione e quindi liberazione di particelle metalliche che possiamo poi ritrovare nei tessuti duri e molli del cavo orale.

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CORRELAZIONI EZIOPATOGENETICHE TRA METALLI PESANTI E SCLEROSI MULTIPLA

Dott.ssa Birgitta Brunes Medico Chirurgo, Specialista nel trattamento della sclerosi multipla, Stoccolma – Svezia

La sclerosi multipla annovera tra le sue possibili cause molti fattori: cause genetiche, carenze di vitamine specie B12, errati stili di vita, intossicazioni da metalli pesanti ed altro; le conseguenze organiche di questa patologia sono una carenza di neurotrasmettitori, dei disturbi di conduzione dell’impulso nervoso e dei sintomi a distanza su organi bersaglio. Sappiamo che il cervello contiene oltre 100 miliardi di cellule nervose dotate di assoni provvisti di una guaina mielinica, che, aggredita dalla malattia, porta ad una trasmissione danneggiata dell’impulso nervoso mettendo quindi in crisi le sinapsi ove si osserva una flogosi linfocitaria caratteristica di questa malattia. Vediamo ora come si comporta il Mercurio all’interno del sistema nervoso centrale: egli disturba la trasmissione dell’impulso nervoso interferendo con il trasporto di neurotrasmettitori, inoltre riduce l’attività degli enzimi addetti alla produzione di energia, poi ossida il cobalto contenuto nella vitamina B 12, in sintesi danneggia la struttura cellulare causando morte cellulare attraverso la distruzione dei mitocondri e la perturbazione dell’omeostasi del calcio.Possiamo quindi affermare che il mercurio ha un’immunotossicità e crea autoimmunità all’interno del S.N.C. causando un quadro clinico per molti aspetti simile a quello della sclerosi multipla. Per parlare di immunotossicità del mercurio però dobbiamo ricorrere al test Melisa che ci permette di dimostrare la sensibilizzazione dei linfociti al metallo. –

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TOSSICOLOGIA DEGLI AMALGAMI DENTALI

Dott. Federico Ronchi Odontoiatra, Vicepresidente AIOB, Milano – Italia

La maggior parte degli operatori dentali considera l’amalgama d’argento appena condensata un composto stabile ed inerte, ma è veramente così? La solidificazione dell’amalgama è un processo di cristallizzazione ed aggregazione metallica che si verifica con liberazione di mercurio in eccesso e nel tempo continua a liberarsi mercurio in eccesso sotto forma di minutissime gocce di liquido evidenziabili con la microscopia. Dalle otturazioni in amalgama non si liberano solo gocce di mercurio liquido ma anche vapori di mercurio, che vengono poi inspirati e veicolati fino ai polmoni e da qui assorbiti attraverso la via ematica dall’organismo per circa l’80%. Il mercurio è una molecola che è in grado di attraversare piuttosto facilmente le membrane cellulari, secondo fonti O.M.S. un individuo adulto con 4 otturazioni in amalgama assorbe giornalmente circa 10 microgrammi di mercurio, dose apparentemente insignificante se non esistesse il problema che per il mercurio non c’è un livello soglia di sicurezza al di sotto del quale sia innocuo. Il mercurio entra nell’organismo sotto forma di mercurio metallico, viene poi trasformato in forma ionica idrosolubile e si accumula nei tessuti, specialmente all’interno del sistema nervoso centrale; gli effetti che può provocare sono poi molteplici: inattiva molti enzimi causando poi malattie degenerative, si accumula anche a livello renale causando subito danni funzionali, può provocare reazioni allergiche, può interferire con la flora batterica creando disbiosi e selezionando batteri patogeni oppure resistenti agli antibiotici, facilitando quindi l’insorgenza di infezioni opportunistiche (candidosi). I vapori di mercurio, principale causa d’intossicazione mercuriale, sono insapori, inodori ed incolori, pertanto è difficile evidenziarli ma con una particolare tecnica d’illuminazione a contrasto di fase possiamo farvi vedere cosa succede durante la preparazione di una amalgama, durante la sua manipolazione con l’apposito portamalgama, durante la lucidatura o semplicemente immergendo in acqua calda un dente estratto avente un’otturazione in amalgama: si vedono fluire copiosamente dall’otturazione vapori di mercurio come se si trattasse del fumo che sale da un mozzicone di sigaretta. Questi vapori sono la principale fonte di inquinamento da mercurio per l’organismo umano.

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AMALGAMA: MATERIALE D’ELEZIONE O RIFIUTO PERICOLOSO “TOSSICO-NOCIVO”?

Dott. Maurizio Andorlini Specialista in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Socio AIOB, Firenze – Italia

La mia relazione non sarà un’esposizione di dogmatiche affermazioni ma uno stimolo alla discussione per inquadrare correttamente il problema “amalgama”: si tratta di un materiale d’elezione per l’odontoiatria o di un pericoloso rifiuto tossico-nocivo? Nel mondo vi sono centinaia di milioni di soggetti portatori di otturazioni in amalgama, di questi solo pochi milioni sono soggetti con sintomi d’intossicazione da amalgama; osservando le statistiche gli effetti nocivi da amalgama sono meno frequenti delle reazioni avverse a farmaci, inoltre tra gli effetti indesiderati dell’amalgama molti sintomi sono disturbi psicosomatici, non possiamo trarre conclusioni da questi dati perché potrebbero essere inattendibili. Cambiamo allora il nostro punto di vista e chiediamoci allora se nei soggetti sintomatici per intossicazione mercuriale le otturazioni in amalgama possano fare male o no; in una visione multifattoriale dobbiamo occuparci del problema da vari punti di vista: elettrochimico, biologico, genetico. Dal punto di vista elettrochimico quando abbiamo un bimetallismo (presenza di almeno due metalli in bocca) siamo anche in presenza di fenomeni di corrosione, perché si forma una pila all’ossido d’argento che libera tatuaggi di mercurio in tutto il cavo orale, inoltre siamo in presenza di campi elettrici ed esiste una correlazione diretta tra correnti galvaniche endorali ed incidenza di tumori nel cavo orale. Dal punto di vista biochimico dobbiamo riferire che il mercurio inattiva gli enzimi solforati formando un legame stabile, di conseguenza si attivano allora altri enzimi, ad esempio gli enzimi della fosforilazione che hanno un ruolo importante nell’etiopatogenesi di malattie degenerative e tumorali.Anche piccolissime concentrazioni di mercurio hanno effetti nocivi in quanto l’accumulo di mercurio nei tessuti biologici porta ad un eccesso di enzimi antiossidanti e di conseguenza ad un eccesso di radicali liberi. Il mercurio viene assorbito anche per via nasale e seguendo i nervi olfattivi penetra direttamente nel cervello.Quando si

accumula a livello renale indebolisce la funzione emuntoria dell’organo. A livello intestinale viene scarsamente assorbito, tranne che nella forma organica di metilmercurio, permanendo nell’intestino in forma metallica viene catturato dalla Candida Albicans. Dal punto di vista genetico, le varie popolazioni umane possono essere suddivise in quattro gruppi metabolici , a seconda delle loro reazioni ai farmaci ,gruppi variamente rappresentati all’interno delle varie razze .Nell’ambito di questi diversi gruppi si notano differenze enzimatiche,differenti comportamenti delle proteine solforate ,diverse reattività immunitarie.Inoltre esistono anche due tipologie ormonali prevalenti : la prima caratterizzata dal binomio androgeni –estrogeni, la seconda caratterizzata dalla prevalenza di progestinici ed androsterone. Tutte queste differenze condizionano anche risposte differenziate all’intossicazione mercuriale: non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo come non per tutti i danni da mercurio hanno pari intensità.Ad esempio il mercurio contenuto sotto forma di sali conservanti (thimerosal) in alcuni vaccini si è visto che provocava uno stress immunologico con piastrinopenia transitoria ,poi disordini neurologici come meningiti , encefaliti e casi di autismo nei bambini ; ma questi eventi avversi avvenivano solo nel 36% dei vaccinati . Si pensa che il mercurio possa rivestire un ruolo non trascurabile in alcune patologie degenerative cerebrali come ad es. il M. di Alzheimer ,la sclerosi multipla e la sclerosi.laterale amiotrofica .Il mercurio causa una sintomatologia simile all’Alzheimer ,ma da solo non può causare il morbo, questo è invece causato da un errore genetico nella sintesi degli enzimi solforati, ad esempio esistono diversi tipi di apolipoproteine, deputate a rimuovere il colesterolo dal cervello, come le ApoE2 che hanno 2 siti solforati e la loro presenza non è mai associata all’Alzheimer,poi le ApoE3 con un solo sito solforato e la cui presenza si è riscontrata in individui che sviluppano l’Alzheimer dopo i 70 anni ed infine la ApoE4 priva di siti solforati,associata alla M.di Alzheimer in individui con meno di 40 anni.Il mercurio una volta giunto all’interno dell’encefalo soggiace allo stesso meccanismo metabolico in gioco nell’Alzheimer, in entrambi i casi infatti si assiste alla comparsa di sostanza beta-amiloide e a grovigli neurofibrillari.

RISCHI PER LA SALUTE DERIVANTI DAL MERCURIO ODONTOIATRICO

Prof. Magnus Nylander Professore di Medicina della Comunità e Tossicologia Molecolare, Carolinska Istitute, Stoccolma – Svezia

Il mercurio è un metallo tossico non essenziale, lo possiamo ritrovare sotto forma elementare (Hg) o allo stato mercuroso (Hg+) oppure mercurico (Hg++), in forma organica (metil-mercurio) si ritrova nel pesce, viene captato con l’assorbimento intestinale, ed è molto più neurotossico della forma metallica. L’effetto tossico del mercurio consiste nell’aumentare lo stress ossidativo e quindi la quantità di radicali liberi all’interno dell’organismo. I vapori di mercurio elementare puro (Hg) vengono assorbiti dai polmoni per l’80%, prendono la via ematica e hanno come bersaglio il S.N.C. i reni e il sistema immunitario. Nell’organismo il mercurio viene ossidato ad ione mercurio, questo si combina con gli enzimi causando poi l’effetto tossico. Ricordiamo che l’amalgama d’argento è composta per quasi il 50% di mercurio e già negli anni ’50 gli studi di Frykholm dimostrarono la liberazione di mercurio durante manovre odontoiatriche dalle otturazioni in amalgama, metallo che va poi ad accumularsi nei tessuti determinando sintomi neurologici (affaticamento, irritabilità, mialgie) intestinali ed una maggior recettività alle infezioni. Con la rimozione protetta delle amalgame oltre l’80% dei pazienti migliora la sintomatologia in modo duraturo e c’è una correlazione tra numero di otturazioni in amalgama in bocca e quantità di mercurio accumulato nei tessuti, a dimostrazione che la fonte d’inquinamento mercuriale nell’uomo è rappresentata dalla presenza di amalgame.Le concentrazioni di mercurio nei tessuti possono arrivare a 150 nanogrammi per grammo nella corteccia cerebrale, a 1050 nel rene e a 1400 nell’ipofisi, mentre i livelli di escrezione giornaliera possono attestarsi a 60 microgrammi.Con concentrazioni di soli 10 microgrammi di mercurio nel tessuto cerebrale si cominciano a registrare sintomi neurologici, tali concentrazioni sono state trovate già nei rilievi autoptici di neonati.Le reazioni allergiche e autoimmuni al mercurio non sono dose dipendenti pertanto l’esposizione al mercurio va comunque considerata un rischio e l’amalgama va considerato un materiale inadatto all’odontoiatria, specialmente nei bambini e nelle donne fertili non ha senso il suo utilizzo.

ESPERIENZE CLINICHE IN SVEZIA NELLE INTOSSICAZIONI DA AMALGAMA Prof. Anders Lindwall Specialista in Infettologia, Università di Uppsala – Svezia

Nel Centro per lo studio dei metalli in biologia di Uppsala per anni ci siamo interessati delle sindromi da affaticamento cronico, inizialmente pensavamo ne fosse responsabile un’infezione virale, ma in assenza di riscontri ci siamo poi orientati nel considerare il possibile ruolo dei metalli.Abbiamo studiato la correlazione sintomi neurologici con la presenza di otturazioni in amalgama in un gruppo di pazienti aventi come comune denominatore l’intolleranza ai metalli. Tali pazienti sono stati trattati con antiossidanti e rimozione del materiale odontoiatrico incompatibile; sono stati effettuati test con la metodica Melisa, per evidenziare l’esistenza di reattività linfocitaria ai metalli.Abbiamo riscontrato che circa il 10% dei pazienti presentano sensibilità multiple a 4 o più metalli.Abbiamo sostituito le amalgame con una ceramica plastica per otturazioni (doxadent) e le nostre conclusioni sono che l’amalgama non deve essere più usata e nemmeno consigliata per l’uso sociale in odontoiatria.

TOSSICITÀ DEL MERCURIO E SUE CORRELAZIONI CON PATOLOGIE NEUROLOGICHE: AUTISMO E MALATTIA DI ALZHEIMER Prof. Boyd Haley Direttore Dipartimento di Chimica e Collegio di Farmacia, Università del Kentucky, Socio IAOMT, Lexington – KY – USA

Negli U.S.A. il problema della tossicità delle amalgame è sicuramente sottostimato fintantoché vi sarà un atteggiamento ostile dell’A.D.A., appoggiato dalle case farmaceutiche, nei confronti dell’odontoiatria biologica. Sappiamo invece che il mercurio fuoriesce continuamente dalle amalgame, durante lo spazzolamento, con l’ingestione di cibi caldi, con il fumo di sigaretta, con la lucidatura delle otturazioni e durante gli atti

masticatori.In giovani atleti deceduti per cardiomiopatia dilatativa abbiamo riscontrato livelli elevati di mercurio nel miocardio. L’uso di conservanti mercuriali nei vaccini ha causato una vera e propria epidemia di autismo nei bambini (aumento fino al 40% dell’incidenza) e l’insorgenza di altre patologie rare negli adulti vaccinati (es. Forze Armate). Sono colpiti da autismo prevalentemente i bambini nei quali sono carenti i meccanismi di eliminazione del mercurio (carenza di glutatione).Le bambine sono affette da casi più lievi di autismo rispetto ai maschi, perché riescono ad eliminare più mercurio e questo possiamo provarlo con la mineralometria del capello, se in questo non troviamo mercurio significa che si accumula nel corpo e non viene eliminato. In sintesi un piccolo sottogruppo di bambini non riesce ad eliminare il mercurio per problemi genetici, in questi soggetti basta poco mercurio per sviluppare gravi patologie. Esiste anche una sottopopolazione di adulti che non riesce ad eliminare il mercurio per predisposizione genetica (polimorfismo enzimatico), questa sarà sicuramente soggetta a gravi disturbi da mercurialismo. L’acrodinia (o malattia rosa) causata da lozioni per la pelle (il cui scopo era lenire gli arrossamenti) contenenti polveri mercuriali è praticamente scomparsa, da quando sono stati ritirati dal commercio questi prodotti.,In rilievi autoptici di soggetti deceduti per Alzheimer si sono trovati livelli di mercurio nel tessuto cerebrale pari a 100 microgrammi per grammo, casi di grave demenza causata dalla mancata eliminazione del mercurio. Il problema quindi non è una sovraesposizione al mercurio che fa ammalare, ma è l’incapacità di eliminarlo.Con l’ausilio della microscopia elettronica possiamo evidenziare come il mercurio a contatto con le fibrille neuronali sinaptiche si leghi ai microtubuli e precisamente alla tubulina (proteina costituente dei microtubuli) bloccandone le funzioni di trasporto e strutturali all’interno dell’assone, perciò il contatto del mercurio con il neurone provoca la distruzione progressiva di quest’ultimo che letteralmente si disintegra. Non a caso, nella malattia di Alzheimer, la beta-tubulina proteina costituente degli assoni è disorganizzata oppure manca ed è incapace di legarsi alle fibrille neuronali, le quali trovandosi denudate dalla loro ricopertura di tubulina finiscono per degenerare e venire distrutte. Il mercurio ha effetti analoghi sulla microstruttura dei prolungamenti del neurone: sotto forma di ione Hg++, che riesce a penetrare nei tessuti ad alto contenuto lipidico, si lega irreversibilmente alla tubulina staccandola dai coni di crescita delle microtubulazioni (stripping della tubulina). Tale azione produce due effetti: la denudazione delle fibrille e la loro distruzione, inoltre l’aumento della fosforilazione e la produzione di sostanza amiloide contribuiscono alla formazione di grovigli afinalistici di neurofibrille. Sicuramente il

mercurio porta ad un peggioramento della m.di Alzheimer ed è sicuramente tossico per le proteine encefaliche.Le proteine che aiutano ad eliminare il mercurio sono rappresentate dal glutatione, dalla metallotionina, dalle APO-E-lipoproteine, dalla S-trasferasi del glutatione e dall’Omega uno. Tra le apolipoproteine la prevalenza della APO 4 sulle apo2 e 3 è correlata ad un alto rischio per l’Alzheimer. Il thimerosal libera etilmercurio che è molto tossico perché si lega a molte proteine del cervello, perciò i vaccini che lo contengono sono da considerarsi tossici.Gli estrogeni hanno un effetto protettivo sui neuroni contaminati dal mercurio, il testosterone ha l’effetto opposto, in sua presenza il mercurio porta alla necrosi i neuroni, questo spiega la maggior incidenza dell’autismo nei maschi, ma per contrarre questa malattia bisogna che vi sia stata una precedente vaccinazione: esistono quindi dei fenomeni di tossicità sinergica tra metalli pesanti ed ormoni. Anche l’alluminio inibisce l’escrezione di mercurio in presenza di antibiotici e testosterone, quindi ne aumenta la tossicità. Sta di fatto che la F.D.A..non ha mai tenuto in considerazione queste realtà e non ha mai testato il thimerosal o l’amalgama dal punto di vista tossicologico. – See more at: http://www.infobiolab.it/1%C2%B0- congresso-internazionale-di-odontoiatria-biologica/#sthash.etkw8rYb.dpuf